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Libro, coperta e cioccolato caldo

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In Islanda alla Vigilia di Natale dopo aver ricevuto in dono un libro, si prende la propria coperta, ci si prepara una bella tazza di cioccolato caldo e si trascorre il resto della serata a leggere. Cosi gli Islandesi trascorrono la sera prima di Natale, questa tradizione è conosciuta con il nome di Jolabokaflod che tradotto vuol dire più o meno “inondazione natalizia di libri”. Una tradizione che è cominciata durante la Seconda Guerra Mondiale, quando la carta era una delle poche cose che in Islanda non era razionalizzata.

L’Islanda è il paese meno densamente popolato d’Europa, con un territorio puro, incontaminato e immerso nel magico. I suoi paesaggi spettacolari ispirano gli artisti ed i fotografi. 

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Quindi le persone hanno fatto di necessità virtù: gli altri beni scarseggiavano o non c’erano proprio, come pensiero natalizio bastava un libro. Questa tradizione ha trasformato un’intera nazione in fanatici della lettura, secondo un studio della Bifröst University, il 50% degli Islandesi legge più di otto libri all’anno, in Italia solo il 12% della popolazione è da considerarsi tra questi ‘lettori forti’. In Islanda il 93% di tutta la popolazione ne legge almeno uno (in America appena il 73%), in Italia gli ultimi dati ISTAT parlano di un 41%. Cifre considerevoli ed imbarazzanti.

Qui da noi tradizionalmente la notte di Natale si fa il Cenone con la propria famiglia, e chi crede va in chiesa per la messa di mezzanotte. Potremmo però prendere spunto da questa abitudine nord europea e regalare più libri a Natale (a cominciare dai più piccoli) e magari fare una lettura ad alta voce, soprattutto con i bambini di casa. Nessuno più si prende il tempo di raccontare storie vere o inventate a tema natalizio, vi assicuro che sono ancora un grande successo. Se poi ci mettete anche un camino e le luci del presepe e dell’albero, la magia è assicurata.

Photo credit: Pascal Campion

Ma come funziona tutto questo? Si tratta solo di un atteggiamento spontaneo? In parte si, ma accanto c’è uno Stato ed una imprenditoria che sostiene la lettura. Dal 1944 la Icelandic book trade invia un bollettino in ogni casa, a metà novembre, quando si tiene la Reykjavik Book Fair. Le persone usano questo catalogo per ordinare i libri che poi regalano alle loro famiglie ed ai loro amici la Vigilia di Natale. Molto pratico, soprattutto oggi che l’e-commerce impazza.

 

 

 

 

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Pubblicato in: Case editrici, Libri

Il regalo perfetto

Siamo proprio agli sgoccioli. Natale e’ alle porte e tutti abbiamo gia’ pensato ad un pensiero da mettere sotto l’albero e accanto al presepe per le persone a cui vogliamo bene, in primis per i nostri bambini. L’atmosfera natalizia e’ il momento ideale per iniziare, coltivare e rinnovare la passione per la lettura nei piu’ piccoli. Quindi un libro e’ il regalo perfetto. Il libro illustrato e’ la scena in cui i nostri bambini fanno muovere le loro storie, quelle che gli abbiamo raccontato, quelle che si inventano. La fantasia va nutrita e ci sono oggi tanti strumenti che possiamo utilizzare. Quelli che trovo molto adatti ai bambini piccoli fino anche ai sei anni di eta’ sono i silent books: libri senza parole, con tante immagini, densi di particolari e di colori. I bimbi possono immaginare quello che vogliono, hanno degli spunti bellissimi da cui partire. Non e’ semplice trovarli in Italia, ma alcune case editrici li propongono e c’e’ un’edizione molto bella proprio dedicata al Natale, eccola:

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Per bambini un po’ piu’ grandi c’e’ un interessante  libro che ci mostra la magia del Natale attraverso l’arte. Attraverso i dettagli riusciamo a scorgere la storia di un gatto che scappa, spaventato dall’angelo che annuncia alla Madonna che diventerà madre. Vediamo Betlemme innevata che accoglie Giuseppe e Maria, in groppa all’asinello. E’ consigliato dagli otto anni, ma ritengo sia bellissimo mostrarlo anche ai piu’ piccoli per abituarli alla bellezza dell’arte.

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L’atmosfera natalizia dei racconti di Dickens ha sempre la sua magia ed e’ necessario far conoscere questo autore ai piccoli. Io vi consiglio una bella edizione Gribaudo con le illustrazioni di Elena Iarussi.

Per andare sul sicuro con i piccolissimi e lasciarli a bocca aperta ma con un personaggio che gia’ conoscono, consiglio sempre un’edizione Gribaudo, che ci fa conoscere le storie tenere e birichine di Lupetto. Che impaziente come sempre non fa altro che chiedere “Ma quanto manca, ancora, a Natale?”.

Lupetto festeggia il Natale

Auguri a tutti voi miei cari lettori! Buon Natale e buone letture appassionate!

Pubblicato in: legislazione, nuove pratiche, nuove ricerche, scuola, Senza categoria

Metodi ancora attuali


Dopo il primo conflitto mondiale, dopo i disastri e i milioni di morti, chi si occupava di pedagogia ha voluto pensare ad una educazione nuova. Una educazione che avrebbe impedito a quel tipo di tragedia di ripetersi. Joanna Grudzinska lo racconta nel docu-film Révolution école (1918-1939) trasmesso su Arte.

Maria Montessori in Italia, Célestin Freinet in Francia, Ovide Decroly in Belgio, Alexander S.Neill nel Regno Unito e altri cercano di inventare un’altra scuola. Il pedagogo svizzero, Adolphe Ferrière, li riunisce in un movimento la Lega internazionale per le scuole nuove fondata dallo svizzero . Questi pedagogisti non sono riusciti ad instaurare una educazione che permettesse di fermare le guerre che poi sono in realta’ accadute, ma i loro metodi hanno attraversato i tempi. Gli spiriti si confrontavano: abbiamo bisogno di un’educazione per l’élite, o per la massa? Per diventare liberi e migliori, dovremmo andarcene via e puntare su una istruzione gratuita o puntare solo sulla disciplina? In un momento cruciale della storia dell’Europa ci si interrogava sui percorsi che l’educazione avrebbe dovuto seguire. L’ascesa delle ideologie totalitarie frantumo’ molte aspirazioni. Nel film si racconta la storia di una lotta per il progresso umano, portato avanti da uomini e donne fuori dall’ordinario nel corso del XX secolo. Il loro pensiero e il loro i metodi, anche se marginali, sono vivi nelle scuole e nelle menti oggi. Eppure questo tipo di insegnamento rimane sottostimato nei sistemi scolastici. Come se alla fine avessimo dubitato del progetto politico della nuova educazione. Eppure in un tempo attuale denso di contraddizioni, le voci di quei pedagogisti sono una eredità potente, contraddittoria, passionale, attuale.

Cosa rimane di queste idee oggi? si chiede Louise Tourret su Slate

“Questi metodi rimangono presenti perché sono efficaci, ma il loro spirito pacifista non è più presente. I difensori della New Education erano radicali nelle loro convinzioni umanistiche: potevamo educare ovunque e potremmo educare tutti. Queste pedagogie erano molto inclusive. Oggi sembrano per lo più riservate a coloro che conoscono la loro esistenza, a coloro che hanno gli strumenti intellettuali o culturali per crescere i loro figli secondo i loro principi o quelli che hanno i mezzi economici per accedere alle scuole private in cui sono praticati. Infine siamo nella riproduzione di un’esclusione.”

Questa idea di esclusione non è insignificante, sostiene Louise Tourret,  perché è totalmente contraria allo spirito dei fondatori che, al contrario, avevano avuto una visione molto inclusiva dell’educazione – l’educabilità di tutti i bambini è parte delle loro idee forti. Maria Montessori ha iniziato a insegnare nella scuola di un quartiere povero di Roma, Janusz Korczak ha insegnato in un orfanotrofio a Varsavia.

Dunque cento anni fa, c’erano idee innovative sull’educazione ed erano radicate anche nel trauma della guerra. L’Europa era nel baratro e gli insegnanti dicevano di educare alla pace per avere

Bambini felici, adulti migliori

Un’idea vecchia di secoli e sempre nuova. Un’idea inclusiva. Una parola tanto cara alla scuola di oggi, almeno in teoria, ma anche in pratica, piu’ spesso di quello che pensiamo.

Pubblicato in: feste e ricorrenze

Halloween, siamo piu’ simili di quel che pensiamo!

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Halloween 2018, Washington D.C. USA

Da alcuni anni quando di parla di Halloween si finisce per polemizzare. Proprio cosi! E’ un argomento che ad alcuni infastidisce un po’. Fin qui non ci sarebbe nulla di male, ognuno ha le sue opinioni. Ma quando senti una collega che insegna lingua inglese dirti che lei ‘salta’ l’argomento perche’ non lo condivide, capisci che in Italia, soprattutto tra noi insegnanti…c’e’ tanto da lavorare! Personalmente ho insegnato inglese ed ho sempre utilizzato anche questo argomento per veicolare l’introduzione della lingua straniera, soprattutto con i piu’ piccoli che, o lo vogliamo o no, sono sommersi da messaggi promozionali che invadono le nostre tv ed i nostri supermercati, quindi e’ bene spiegare e far capire…ed anche sdrammatizzare. Quest’anno ho avuto la fortuna di vivere la tradizionale festa di Halloween proprio in USA, ne sono rimasta positivamente impressionata. Direi anche affascinata. Si, proprio non me lo aspettavo. La storia della tradizione  ci fa capire che questa festa ha delle origini molto europee ed e’ bene conoscere e spiegare ai nostri bambini come e’ nata.

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Halloween 2018, Washington D.C. USA

Quello che ho visto in America e’ andato oltre ogni mia aspettattiva. Di mostri e fantasmi ce n’erano davvero tanti in giro. Ma la cosa piu’ bella e’ l’atmosfera festiva che si respira. Cominciano a decorare le proprie case gia’ ad inizio ottobre, un modo come un altro per celebrare la stagione autunnale. Il 31 ottobre si scatenano adulti e bambini perche’ arriva il momento in cui le pumpkins messe li a abbellire la scala di ingresso della propria abitazione

Halloween 2018, Washington D.C. USA

si trasformano in Jack O’Lantern. Gli Americani aprono le proprie case ai bimbi in cerca di dolcetti e approfittano di questa occasione per vivere un momento di convivialita’.

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Halloween 2018, Washington D.C. USA

Ultimamente mi rattrista molto leggere i giornali Italiani, temo di non essere l’unica, ma leggere che da Viareggio a Palermo ci sono prelati, presidi e sindaci che alzano le barricate contro Halloween e non vedono o meglio, fanno finta di non vedere quanto sia terrificante la realta’ di intolleranza che sta divorando l’Italia, mi fa proprio schifo (non voglio trovare sinonimi). Ma ci sono ancora in giro un sacco di persone dotate di senno, e qualcuna, piuttosto che stare zitta perche’ basita dal rumore mediatico di questa epoca, ce la fa a dire la sua, e a me sono queste le persone che mi piace leggere.

Una di queste e’ Federico Vercellino: “È sempre meravigliosa la capacità di intercettare i desideri e immaginare lo spazio che li possa rendere possibili. In fondo, la religione è proprio questo, come le grandi filosofie politiche che non ci sono più“.

Leggi l’articolo di Federico Vercellino – Halloween, gli zombie sono figli di Dio?

 

Pubblicato in: scuola

Facciamo accoglienza, vera

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 Striscioni bianchi lungo le strade di Napoli, ottobre 2016

La settimana che precede l’inizio delle lezioni, noi insegnanti siamo chiamati ad organizzare l’accoglienza dei bambini nelle classi. Quando sono tornata a far parte del mondo della scuola, appena ho sentito di questo ‘ordine di servizio’ ho pensato che fosse una cosa fantastica. Bello! Quindi piena di tanta curiosita’ ed armata di un grande spirito di apprendimento mi aspettavo una riunione di staff (come si fa in azienda) oppure delle indicazioni dalla Dirigente – Responsabile di plesso. Ma niente. Sempre armata di tanta curiosita’ ho cominciato a chiedere alle colleghe, che pure vedevo molto agitate ed intente a programmare l’accoglienza. Con umilta’, ho chiesto. La risposta e’ stata per me scioccante “dobbiamo sistemare le aule, renderle accoglienti, fare dei cartelloni, attaccare cioccolatini e caramelle sulle porte ecc. “. Forse sono esagerata io, ma quella risposta non la dimentichero’. Ancora una volta ho avuto la netta sensazione che le ‘parole sono pietre’ ed andrebbero usate con cautela. Scelte con cura. Soprattutto quelle da non dire. Per me accoglienza, soprattutto per l’anno scolastico che ci apprestiamo a vivere, significa ben altro. E non venite a dirmi “ai bambini come fai a spiegare Auschwitz! Non sono argomenti da scuola primaria!”  Non e’ affatto vero. La verita’ e’ che siamo noi spesso impreparati a trattare temi cosi vitali.

Ecco un esempio di lavoro svolto con una classe IVa di Scuola Primaria. Il risultato del dibattito in classe e’ stato straordinario, PROVATECI!

VEDI E-BOOK AUDIO ITA/ENG

 

Per approfondire il tema dell’accoglienza, leggete l’interessante articolo di Franco Lorenzoni per su Internazionale 

Pubblicato in: Case editrici, librerie, Libri

Leggiamo a Ragusa

Nei miei diversi viaggi in Sicilia non ero mai stata a Ragusa. Quindi eccomi! E’ una calda sera di marzo, in Continente e’ ancora inverno ma qui si assapora gia’ il tepore della primavera inoltrata, i profumi e soprattutto la luce.

Ogni viaggio sull’Isola mi conferma di quanto Goethe ci avesse visto lungo. Lunghissimo!

Mentre passeggio per il corso principale di Ragusa Ibla, al piano terra di uno dei palazzi storici più belli del quartiere barocco trovo una deliziosa libreria della catena Ubik

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Un vero gioiello. Non solo per il luogo dove si trova, ma soprattutto per la selezione di pubblicazioni, per la disposizione e per  l’accoglienza. Solo dopo aver fatto i miei acquisti apprendo che e’ nata come libreria indipendente nel 2007 e che dispone di circa 16.000 volumi di tanti generi, dall’attualità ai classici, dalla poesia ai fumetti, o dai romanzi di autori siciliani ai bestseller del momento. C’e’ anche un ampio settore di titoli in lingue straniere: inglese, tedesco, francese, spagnolo. Per la serie: siete tutti benvenuti!

E poi c’e’ un angolo dedicato al mitico Commissario Montalbano. Vuoi mettere?

E’ tempo di partire, ma anche questa volta sono riuscita a trovare un motivo (come se ce ne fosse bisogno!!!) per tornare ancora in Sicilia!

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Il sito della libreria e’ ubikibla.com potete seguirli anche su Facebook www.facebook.com/ubikibla

Pubblicato in: Libri, nuove pratiche

Antiche edizioni digitali

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Una tra le piu’ belle edizioni illustrate di Pinocchio

Alla University of Florida, USA, c’e un posto molto speciale che custodisce la collezione di libri per l’infanzia di Ruth Baldwin. Una delle piu’ grandi collezioni a livello mondiale e sapete come ha avuto inizio? Con un dono. I genitori le inviarono un pacco dono da Londra con una serie di libri illustrati, non necessariamente prime edizioni, proprio libri usati. Ruth e’ stata una docente alla Louisiana State University ed ha raccolto circa 35,000 libri per bambini che nel 1977 furono acquisiti dall’Universita’ della Florida dove nel 1982 venne aperta la Baldwin Library of Historical Children’s Literature di cui ne e’ stata la curatrice fino al 1988. Da allora la collezione si e’ ingrandita grazie a delle donazioni e oggi ha oltre 100,000 libri (dal XVII secolo agli anni cinquanta del ‘900). Da un po’ di tempo una parte della collezione e’ stata digitalizzata. Si possono sfogliare, online e liberamente, tante edizioni di libri antichi dedicati ai bambini. Provate a fare una ricerca, non vorrete piu’ smettere! Io, ad esempio, mi sono tuffata in Pinocchio.

Per scoprirne di piu’ ecco il link http://ufdc.ufl.edu/juv

 

Ma anche io come Pinocchio vendo il mio abbecedario per un bacio d’amore.

Alda Merini

Pubblicato in: Viaggi

All’Agribottega di FICO con i bimbi

 

FICO – Fabbrica Italiana Contadina, è un luogo nuovo e importante che si trova a Bologna. E’ un luogo che racconta al mondo l’eccellenza enogastronomica e la bellezza dell’agroalimentare italiano. Ci fa conoscere le tradizioni locali, la cultura del cibo di alta qualità e le competenze delle persone che da sempre lavorano per produrre il cibo che mangiamo. C’è un’ottima offerta anche per i bambini, e soprattutto per loro può essere un viaggio nella nostra storia. Ci sono 6 giostre multimediali che fanno scoprire attraverso storie emozionanti e coinvolgenti le origini del mondo.

Un esempio?

Come ha fatto l’uomo a scoprire il fuoco? Come siamo passati dalla vita nomade alla coltivazione della terra? Un vero viaggio nel tempo. Ci sono poi 2 ettari di campi e stalle con più di 200 animali e 2000 cultivar, una visita permette di capire l’agricoltura italiana. Ci sono spazi dove capire come si producono carni, pesce, formaggi, pasta, olio, dolci, birra… e anche dove assaggiarli.

Calendario eventi per bambini a questo LINK

A FICO, i bambini e i giovani di tutto il mondo potranno capire l’immenso patrimonio della nostra nazione. È una vera e propria scuola italiana dell’agroalimentare che punta ad accrescere la cultura legata al cibo e a far nascere il sentimento di orgoglio nelle nuove generazioni, un posto di contrasti ma anche di collaborazione tra piccole e grandi imprese italiane d’eccellenza.

Oscar Farinetti – Fondatore di Eataly

 

Pubblicato in: nuove ricerche

Il potere della conversazione

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E’ la prima volta che viene dimostrata la connessione tra le parole che il bambino ascolta nell’ambiente famigliare e la crescita delle sue capacità intellettive. Come in tanti aspetti della vita anche in questo caso la qualità è più importante della quantità. Un recente studio dimostra che la conversazione ha degli effetti molto positivi sul cervello dei bambini.

Non parlare semplicemente al tuo bambino ma con il tuo bambino. L’interazione, più che il numero delle parole che un bambino ascolta, crea dei cambiamenti misurabili nel suo cervello e pone le basi per una corretta alfabetizzazione a scuola.

Per approfondire vi consiglio di dare uno sguardo al documento originale sul link qui sotto.

Fonte: https://www.gse.harvard.edu

Pubblicato in: nuove pratiche

La meditazione a scuola

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Una fondazione americana, creata da un’attrice di Hollywood, ha ideato un programma di meditazione da svolgere a scuola con dei risultati notevoli sul benessere dei bambini. Questo programma educativo si chiama MindUp. E’ stato lanciato nel 2003 da Goldie Hawn, quando decise di mettere fine alla sua carriera cinematografica in seguito agli attentati dell’11 settembre e dedicarti all’insegnamento della meditazione nelle scuole. Con l’aiuto di insegnanti, neurologi e terapeuti, ha ideato un programma basato su quattro pilastri: il funzionamento del cervello, il rilassamento, la piena coscienza e il legame con il mondo. Concretamente, gli alunni cominciano la giornata con un esercizio di respirazione, in silenzio per ascoltare bene il loro stesso respiro, o con della musica classica che li aiuta a calmarsi. Fanno anche degli esercizi pratici sull’empatia, sul controllo delle emozioni, sull’ottimismo e la gratitudine, dove ciascuno deve esprimere un motivo per il quale si sentono riconoscenti. Questi diversi esercizi si ispirano molto alla tecnica della piena coscienza, mindfulness in inglese, che aiuta a combattere lo stress e la depressione concentrandosi sul momento presente. Goldie Hawn parla di una vera e propria epidemia di malattia mentale nella società americana. Circa il 20% degli adolescenti soffrono di depressione, e queste cifre sono in costante aumento. Lei ritiene che bisogna cominciare ad agire proprio nelle scuole. Al di là della prevenzione, l’idea è quella di fornire ai bambini dei metodi per essere più felici, più attivi e autentici nella loro comunicazione verso gli altri.

 

 

 

fonte: https://www.franceinter.fr/emissions/l-esprit-d-initiative/l-esprit-d-initiative-22-fevrier-2018